L’Ugl ha firmato l’accordo che riforma gli assetti contrattuali. Presso la Foresteria di Confindustria la ratifica ufficiale dell’intesa già raggiunta a Palazzo Chigi lo scorso 22 gennaio. Il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini che ha ribadito l’importanza “di una riforma che sicuramente andava fatta, perchè è dal ‘93 che rinnoviamo i contratti con un sistema che, dati alla mano, ha di fatto tolto il 30% di retribuzione ai lavoratori italiani rispetto a quelli europei”. L’Ugl ha ribadito i punti positivi dell’accordo: conferma il ruolo forte della contrattazione nazionale, riequilibra il peso dei salari attraverso la contrattazione (l’applicazione del nuovo meccanismo Ipca secondo i calcoli del sindacato porterà un vantaggio minimo di oltre due punti percentuali rispetto al vecchio criterio basato sull’inflazione programmata); garantisce certezza dei tempi della contrattazione e il recupero dell’inflazione; garantisce il ruolo delle Rsu e permette la promozione la partecipazione nei luoghi di lavoro. Il nuovo modello contrattuale viene introdotto in via sperimentale per 4 anni, al termine del quale ci sarà una verifica sul corretto funzionamento delle regole introdotte. Il contratto diventa triennale, per la parte economica e normativa, e avrà la funzione di garantire certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale. L’assetto della contrattazione è confermato su due livelli: il contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria e la contrattazione di secondo livello. Si introduce un nuovo indice per gli aumenti contrattuali:il tasso di inflazione programmata viene sostituito da un indice previsionale costruito sulla base dell’Ipca (l’indice dei prezzi al consumo armonizzato, elaborato da Eurostat), depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati, e sarà elaborato da parte di un soggetto Terzo. L’accordo prevede di incrementare e rendere strutturali le scelte operate con il protocollo sul welfare del 23 luglio 2007 e gli interventi normativi volti a incentivare la contrattazione di secondo livello, in termini di riduzione delle tasse e contributi, che colleghi gli aumenti salariali al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività e crescita concordati tra le parti.giovedì 16 aprile 2009
CONTRATTI, UGL FIRMA ACCORDO
L’Ugl ha firmato l’accordo che riforma gli assetti contrattuali. Presso la Foresteria di Confindustria la ratifica ufficiale dell’intesa già raggiunta a Palazzo Chigi lo scorso 22 gennaio. Il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini che ha ribadito l’importanza “di una riforma che sicuramente andava fatta, perchè è dal ‘93 che rinnoviamo i contratti con un sistema che, dati alla mano, ha di fatto tolto il 30% di retribuzione ai lavoratori italiani rispetto a quelli europei”. L’Ugl ha ribadito i punti positivi dell’accordo: conferma il ruolo forte della contrattazione nazionale, riequilibra il peso dei salari attraverso la contrattazione (l’applicazione del nuovo meccanismo Ipca secondo i calcoli del sindacato porterà un vantaggio minimo di oltre due punti percentuali rispetto al vecchio criterio basato sull’inflazione programmata); garantisce certezza dei tempi della contrattazione e il recupero dell’inflazione; garantisce il ruolo delle Rsu e permette la promozione la partecipazione nei luoghi di lavoro. Il nuovo modello contrattuale viene introdotto in via sperimentale per 4 anni, al termine del quale ci sarà una verifica sul corretto funzionamento delle regole introdotte. Il contratto diventa triennale, per la parte economica e normativa, e avrà la funzione di garantire certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale. L’assetto della contrattazione è confermato su due livelli: il contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria e la contrattazione di secondo livello. Si introduce un nuovo indice per gli aumenti contrattuali:il tasso di inflazione programmata viene sostituito da un indice previsionale costruito sulla base dell’Ipca (l’indice dei prezzi al consumo armonizzato, elaborato da Eurostat), depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati, e sarà elaborato da parte di un soggetto Terzo. L’accordo prevede di incrementare e rendere strutturali le scelte operate con il protocollo sul welfare del 23 luglio 2007 e gli interventi normativi volti a incentivare la contrattazione di secondo livello, in termini di riduzione delle tasse e contributi, che colleghi gli aumenti salariali al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività e crescita concordati tra le parti.
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