venerdì 22 maggio 2009

Vap 2008

E' stato firmato l'accordo per l'erogazione del Vap relativo all'esercizio del 2008.
Per i colleghi provenienti dal Gruppo Unicredit il valore medio è di 3150,00 euro, mentre per i colleghi provenienti dall'ex perimetro Capitalia il valore medio è determinato per 6/12 dal vap 2007 (mediamente 2.250,00 euro) e per 6/12 dal vap spettante ai colleghi Unicredit.
Per consultare le tabelle vi rimandiamo al link che troverete qui sotto.


Tabelle Vap 2008

venerdì 15 maggio 2009

BBB Marzo 2009

La Segreteria Nazionale ha pubblicato il numero di Marzo 2009 del nostro periodico BBB.


BBB Marzo 2009

Maternità e congedi parentali

Ugl Credito Informa n. 7. In questo numero si parla di tutto quello che c'è da sapere circa la maternità ed i congedi parentali.





Ugl Credito Informa n. 7

mercoledì 6 maggio 2009

Monetizzazione delle ferie

E' uscito il numero 6 di Ugl Credito Informa con un focus sulla normativa relativa alla monetizzazione delle ferie.





Ugl Credito Informa n. 6

lunedì 4 maggio 2009

Fondo Cassa di Risparmio di Roma: un ponte per

Il 28 aprile 2009 si è svolta la programmata riunione sulla previdenza dei lavoratori ex-Cassa di Risparmio di Roma. Il resoconto della riunione lo troverete nel comunicato allegato a questa news.

Comunicato Crr su incontro 28 aprile 2009

sabato 2 maggio 2009

Storia di un primo maggio fuori dal comune


L’appuntamento è per le 10 all’uscita autostradale L’Aquila Ovest. Renata Polverini ci aspetta lì.
E ciò non appaia banale, infatti alla base di tutto c’è la scelta di non festeggiare la festa del lavoro, a differenza di quanto abbiamo fatto ogni anno, per portare un segno concreto della nostra solidarietà a chi, poco meno di un mese fa, ha visto letteralmente crollare tutte le sue certezze quotidiane ed i suoi progetti sul futuro sotto i colpi di un terremoto che non ha guardato in faccia a nessuno, provocando oltre 300 vittime e disagi inimmaginabili.
All’appuntamento arriviamo tutti puntuali e senza indugio ci dirigiamo verso la tendopoli di Piazza d’Armi, quella che, nei fatti, è diventata la tendopoli simbolo di L’Aquila, viste anche le sue notevoli dimensioni che le consentono di ospitare quasi 2.500 persone.
Le prime immagini sono forti, come se non fossero bastate quelle dei palazzi distrutti, anche quelli nuovi, che abbiamo visto alla periferia della città. Molte donne erano impegnate a lavare i panni in dei lavatoi che a tutti noi hanno ricordato scene che ci riportavano indietro di tantissimi decenni, persone anziane che ci cercavano per scambiare due chiacchiere ed alleggerire il loro dolore e tante, tantissime tende della Protezione Civile, molte delle quali adornate con dei peluche o dei palloncini che i bambini hanno messo lì quasi a testimoniare la loro presenza. E poi quei volti di uomini e donne che in tutta questa vicenda hanno dimostrato una compostezza ed una dignità fuori dal comune. Un popolo, quello abruzzese, che ha dato una grande lezione a tutti gli italiani su come affrontare le avversità, su come non piangersi addosso ma cercare a tutti i costi la forza e la voglia di ripartire.
E poi ecco il “segnale”, quello concreto, quello che ci inorgoglisce, quello che ci fa sentire uniti ad un popolo che soffre e ci rende fieri di essere classe dirigente della UGL. La conferenza stampa con il Presidente della Regione Abruzzo, On. Chiodi, si svolge nella tenda che funge sia da scuola che da Chiesa, una tenda non enorme ma gremita. Prendono la parola il Segretario Regionale della Ugl, Geremia Mancini, il Segretario Provinciale di L’Aquila, Piero Peretti, anche lui tra gli sfollati e poi Renata Polverini, che ci ricorda il motivo per cui siamo a L’Aquila.
Prima del terremoto, la Ugl aveva deciso di festeggiare il primo maggio a Casal di Principe per far sentire la voce di un sindacato e di lavoratori che non si spaventano di affrontare le mafie, e per fare questo aveva scelto come luogo simbolo proprio Casal di Principe. Ma dopo il 6 aprile tutto è cambiato. Dopo il sisma Renata Polverini, insieme a tutta la Segreteria Confederale, ha deciso di annullare quella festa, risparmiando molti soldi per poi portarli in Abruzzo.
Centoventimila euro, questo è il frutto di questo risparmio. E bene ha fatto il nostro Segretario Generale quando ha fatto presente che quei soldi erano il frutto delle ritenute sindacali dei lavoratori iscritti alla Ugl, chiedendo “Ma quanti lavoratori bisogna mettere in fila per raggiungere questa cifra? Quante persone iscritte alla Ugl, pagando una ritenuta sindacale di 10 € al mese, sono servite per rendere concreto questo segnale di solidarietà?” tante, tantissime e questo è il vero segnale concreto che queste persone aspettano. E poi il lavoro e purtroppo l’inevitabile denuncia. Ci si chiede come può un’azienda di call center, la Transcom, decidere all’indomani di un terremoto di abbandonare L’Aquila e di portare l’azienda da un’altra parte? Cos’è a L’Aquila non si ha più la forza, la bravura o la professionalità per rispondere ad un telefono? E quanto è triste sapere che altre aziende sembrano intenzionate a compiere questo passo.
E bene ha fatto anche l’On. Chiodi a ricordare a tutti gli sfollati presenti il bisogno di compattezza e di coesione sociale che necessita in questo momento tutto l’Abruzzo. Il vero nemico è effettivamente la depressione, la voglia di lasciarsi andare, la paura. Il nemico possiamo essere noi stessi se non guardiamo, nonostante tutto, con ottimismo al futuro rinnovando giorno dopo giorno quello spirito comunitario che sta distinguendo L’Aquila ed i suoi abitanti. Perché gli abitanti ci sono e vogliono restare e questo è il segnale più bello.
Dopo la conferenza stampa ci siamo diretti verso il cimitero a rendere omaggio alle vittime del terremoto. Dopo una breve ma toccante celebrazione abbiamo visitato la nuova ala che accoglieva le tante vittime spezzate, e quanti bambini … quante bambole ai piedi dei loculi … quante foto di bimbi sorridenti che non ci sono più. Scene forti, fortissime, forse troppo, che una giovanissima fotografa non ha avuto neanche il coraggio di guardare restando a piangere in silenzio all’ingresso del cimitero.
E poi il pranzo. La tendopoli del Campo da Rugby “Acqua Santa” ci ha voluto come ospiti e ci hanno mostrato ciò che stanno facendo, illustrandoci anche le problematiche che stanno riscontrando a causa di una convivenza forzata a cui è costretta questa gente. Basti pensare al nostro bravissimo Segretario Provinciale del Credito, Atanasio Frontera, che risiede lì e ci spiegava con una serenità incredibile come condivideva la tenda con altre famiglie per un totale di ben dodici persone. Una situazione senz’altro inimmaginabile ma che ribadisco viene affrontata, da quella che il Presidente Chiodi ha definito “gente tosta”, con un grandissimo senso di dignità e compostezza.
Dopo il pranzo si riprende la strada di casa tra mille pensieri ed una certezza: molte persone hanno lottato una vita per costruire qualcosa che in soli 45 secondi è stato spazzato via.
Ma il viaggio di ritorno non è la fine della giornata, non è la fine di questa esperienza; l’immagine più forte doveva ancora arrivare … ed eccola impietosa. Accendiamo la radio e ci sintonizziamo su un canale qualsiasi ed ascoltiamo il messaggio del Presidente Napolitano che ricorda le tanti morti sul lavoro, invocando giustamente una maggior sicurezza, ascoltiamo Gian Antonio Stella, sì quello del libro “La Casta”, che fa l’excursus storico di tutti gli italiani emigrati negli Stati Uniti e morti per lavoro, e in mezzo a questi interventi che ci inchiodano alle nostre responsabilità … il concerto di San Giovanni a Roma. Eccolo il colpo basso, ecco la mancanza di sensibilità, ecco l’occasione persa, perché tale è se non si è riuscito a capire che questo primo maggio non era un normale primo maggio. Questo primo maggio non doveva essere una festa nel senso letterale del termine, ma un momento di riflessione e di solidarietà, e invece no. Invece c’è chi ha ritenuto opportuno dare 50.000 euro a Vasco Rossi per farlo strimpellare su un palco come se il mese scorso nulla fosse accaduto, perché qualcuno ha stabilito che lo spettacolo doveva andare avanti. Perché qualcuno ha deciso, forse, che quei soldi era meglio spenderli nell’effimero che nel sociale.
Peccato, ma a qualcuno le note del concerto di San Giovanni, anche se suonate da bravi musicisti, sono risuonate come note stonate ed io sono sempre più orgoglioso di essere dell’Ugl.